Provincia dello Sri Lanka

Dal 1930

Il Carisma vissuto

Dal 1983 lo Sri Lanka sta attraversando tempi difficili a causa della guerra civile che ha richiesto molte vite, ha fatto diverse migliaia di rifugiati all’estero e anche nel loro proprio paese.

Con la nostra presenza e il nostro lavoro nelle zone devastate dalla guerra e nei dintorni possiamo provvedere ai bisogni delle persone emigrate all’interno e aiutarle a portare vita in situazioni di morte. Nel nostro compito di portare aiuto fisico, psicologico e spirituale a queste persone che soffrono, siamo sostenute dalle organizzazioni non governative. Anche se i nostri servizi sono solo ‘una goccia nell’oceano’ siamo contente di essere un po’ di aiuto a queste persone bisognose e ad altre che sono emarginate in un modo o in un altro.

Punti focali

La promozione dell’unità e dell’armonia fra le persone dello Sri Lanka è uno dei bisogni fondamentali del nostro paese. Questo deve iniziare dovunque ci troviamo, cioè nelle nostre stesse comunità. È da qui che la riconciliazione può arrivare alle fazioni in guerra della società.

Una valutazione frequente della nostra vita e dei nostri servizi è importante perché ci permette di rispondere ai bisogni più urgenti delle persone. I bisogni più urgenti con i quali ci confrontiamo al presente sono la cura dei malati nelle zone rurali, la cura degli anziani, dei bambini, delle vittime della guerra e delle persone che si spostano all’interno.

Nonostante i rischi viviamo in solidarietà con la nostra gente che soffre, condividendo le loro difficoltà vivendo in mezzo a loro nel nord-est del paese.

Anche le persone che vivono nelle zone rurali colpite dalla guerra hanno bisogno del nostro aiuto. Fra quelli che restano ci sono gli anziani e i malati. Cerchiamo di procurare loro il necessario per sopravvivere, specialmente cibo e medicine.

Facciamo tutto quello che possiamo per garantire l’educazione dei bambini nelle scuole materne. Ci occupiamo inoltre del lavoro pastorale come la catechesi dei bambini e degli adulti, preparando i bambini alla prima comunione, gli adulti al battesimo, le giovani coppie al sacramento del matrimonio, guidando i cori della chiesa, facendo il funerale quando il prete non è disponibile e visitando gli operai sul lavoro.

Vivendo in piccole comunità conformiamo il nostro stile di vita a quello delle persone in mezzo alle quali viviamo e così siamo solidali con loro.

A causa della situazione di guerra vogliamo rispondere a delle particolari sfide. Alcune suore, attualmente, lavorano nei piccoli ospedali di Baticaloa e Badulla dove ci sono persone dei tre gruppi etnici e religiosi. Come religiose cerchiamo di essere testimoni dei valori evangelici che invitano al rispetto reciproco e alla tolleranza di tutte le persone.

Nel 1930  le suore della Santa Croce hanno stabilito la loro dimora nell’ospedale statale di Kayts estendendo i loro servizi a Jaffna che in seguito è diventata la loro dimora. Ci siamo rese disponibili nei nostri servizi per i malati in ospedale, per gli anziani nelle case di riposo e per i bambini nel centro sociale. In seguito abbiamo esteso i nostri servizi ad altre regioni del nostro paese. Nel 1995, per seguire più radicalmente l’invito del Capitolo Generale, abbiamo dovuto lasciare il nostro convento da Jaffna a causa della guerra. La foto mostra alcune suore con gli anziani affidati alle loro cure mentre salgono su una nave che lascia la penisola di Jaffna nel novembre 1995.

Quattro nuove piccole comunità sono sorte in mezzo alla gente per andare incontro ai bisogni dei tempi, e noi siamo state preparate per operare nelle varie situazioni in cui manca l’essenziale per vivere. Nella mancanza di speranza e di aiuto nelle varie situazioni che incontriamo troviamo la forza nelle parole e nella vita di Madre Bernarda e delle prime suore.

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Daluwakottuwa
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Sri Lanka

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